ilCritico.com WebMagazine ilCritico.com WebMagazine           
rivista online di informazione           
•  Home  •  Invia notizia  •  Admin log  •  Gestione account  •  Argomenti  •  Recensioni  •
Cinestar Lugano


Via Ciani 100
6900 Lugano (CH)
Informazioni
e riservazioni:
Tel.: 0900-55.22.02
(1 Fr./min.)
Dall''estero:
0041-900-55.22.02

I vostri viaggi



Viaggi e vacanze
Affiliato
Primarete Nerwork

Via Diaz, 47/b
22036 ERBA (CO)
Informazioni
Tel.: +39 031 641581
Fax: +39 031 333.3535
e-mail paquita


Moduli
· Home
· Argomenti
· Cerca
· Contatti
· Downloads
· Elenco Utenti
· Messaggi Privati
· Meteo in città
· Profilo Utente
· Segnala ilCritico.com
· Web Links
Ricerche sul Web

Google

Link consigliati
IO SONO TONY SCOTT, di Franco Maresco
Festival del film di Locarno Una delle più belle sorprese di questo entusiasmante Locarno 2010, Io sono Tony Scott ha avuto un’affluenza di pubblico tanto imponente da spingere il Festival ad organizzare una proiezione supplementare per sabato mattina (per inciso, chi scrive è riuscito entrare al Palavideo solo perché si è presentato con 40 minuti d’anticipo).
Nato a Morristown, New Jersey nel 1921, da emigrati di un piccolo paese della provincia di Trapani, Anthony Joseph Sciacca ha partecipato da protagonista alla nascita del bebop, suonando nei locali della 52esima strada dove, notte dopo notte, le improvvisazioni di Thelonious Monk, Dizzy Gillespie, Charlie Parker, Lester Young e altri giganti traghettavano nella modernità la musica jazz. Tra quei titani c’era anche lui, Tony Sciacca, diventato Scott perché Ben Webster non riusciva a pronunciare la prima sillaba del suo cognome. Come lui stesso ripete ad abundantiam nel documentario, Scott è stato “il numero uno”: consacrato per quattro anni consecutivi miglior clarinettista dal prestigioso sondaggio della rivista “Down Beat”, Scott – assieme al collega/rivale/connazionale Buddy Di Franco – ha fatto sì che uno strumento ritenuto antiquato come il clarinetto si ritagliasse un posto accanto agli ottoni nella storia del bebop. Amico di Charlie Parker (a detta di Scott sarebbe stato Bird ad approcciarlo per chiedergli “Can I play with you?”) e di Billie Holiday per cui compose molti arrangiamenti e almeno un pezzo indimenticabile (ma praticamente mai inciso da Lady Day) come Misery, Scott ha arrangiato Banana boat, la celeberrima – e vendutissima – canzone di Harry Belafonte e inoltre ha inoltre contribuito all’approdo al jazz dell’allora giovanissimo Bill Evans, come ricorda Eddie Gomez, il bassista che accompagnò Evans per 11 anni.
Articolo scritto da teo Venerdì 13 agosto 2010, ore 13:08
( Leggi Tutto... | )
BEYOND THE STEPPES, di Vanja d’Alcantara (Concorso Internazionale)
Festival del film di LocarnoOlivier Père, è inutile nasconderlo, ha dato al Festival un’autentica svolta. Non solo nella scelta dei film, su cui torneremo tra breve, ma anche nella rivitalizzazione di eventi e vita mondana, un aspetto della kermesse che il suo predecessore aveva progressivamente trascurato sino all’austerità vagamente punitiva delle ultime due edizioni.
Tornando ai film e in particolare a quelli in concorso, oltre a segnalare la qualità media delle pellicole selezionate, va elogiata la scelta coraggiosa di puntare spesso su cineasti giovani o addirittura esordienti.
È il caso della 32enne Vanja d’Alcantara che raccogliendo risorse produttive tra il Belgio e la Polonia ha diretto un’opera prima di notevole intensità.

Filmato fra le vallate del Kazakistan, Beyond the Steppes racconta la vicenda di Nina, giovane madre polacca il cui marito, ufficiale dell’esercito, viene spedito a fronteggiare l’invasione sovietica del 1940 e risulta disperso quando le truppe dell’Armata Rossa conquistano definitivamente la Polonia orientale. Come migliaia di altri civili, Nina viene destinata ai lavori agricoli nei sovkhoz dispersi nelle immense regioni dell’Asia Centrale. La forza per resistere alle privazioni, alla brutalità dei regolamenti, alle angherie dei militari russi le viene dalla presenza di suo figlio. Un giorno però il piccolo si ammala di dissenteria e Nina deve fare appello a ogni risorsa possibile per ottenere il lasciapassare necessario a raggiungere, sul carro di un gruppo di nomadi khazaki, l’ospedale che dista due giorni di cammino.
Articolo scritto da teo Mercoledì 11 agosto 2010, ore 17:08
( Leggi Tutto... | )
THE HUMAN RESOURCES MANAGER, di Eran Riklis (Piazza Grande)
Festival del film di Locarno A sei anni dal Prix du Public che la Piazza Grande gli ha tributato nel 2004 per il suo The Syrian Bride, Eran Riklis ritrova il pubblico locarnese e raccoglie i meritatissimi applausi della Piazza per il suo nuovo lungometraggio.
Il magnetico Mark Ivanir interpreta l’anonimo Responsabile dell’ufficio risorse umane di un’azienda di Gerusalemme, il quale apprende dai giornali la morte di Yulia, una sua dipendente di origine rumena, coinvolta in un attentato suicida. La crisi d’immagine in cui un fervoroso giornalista ha gettato la ditta, colpevole di avere abbandonato il corpo dell’operaia all’obitorio, rispecchia il difficile momento del manager, cacciato di casa dalla moglie e messo in discussione dalla proprietaria dell’azienda. Di fronte all’incalzare della stampa, il protagonista indaga sulla vita di quella dipendente appena intravista nel corso del colloquio d’assunzione e subito dimenticata. Di fronte alla scoperta che l’operaia aveva un figlio, rimasto a Bucarest con l’ex-marito, l’azienda incarica il Manager delle risorse umane di accompagnare la salma in Romania.
Articolo scritto da teo Mercoledì 11 agosto 2010, ore 15:08
( Leggi Tutto... | )
PERIFERIC, di Bogdan George Apetri (Concorso Internazionale)
Festival del film di Locarno Matilda è in prigione da due anni, pagando per un delitto commesso al servizio di Paul, fidanzato-magnaccia, nonché padre di suo figlio, Toma. Il permesso di mezza giornata che le viene accordato per il funerale della madre è l’occasione per fuggire e rimettere assieme ciò che resta della sua vita.
Prima chiede un aiuto al fratello Andrei che trova la maniera più vigliacca di respingerla, tenendosi stretto ai codici di un perbenismo e di una rispettabilità che non conoscono sacrificio o compassione. Sarà poi il turno di Paul, i cui traffici lo rendono meno ambiguo quanto a collocazione nella società, ma altrettanto subdolo nella capacità di ammantare di autogiustificazioni il suo istinto alla sopraffazione di chiunque sia più debole di lui. Quando Matilda scopre che Paul ha abbandonato Toma in un orfanotrofio decide di battersi per riuscire a portarlo con sé nella fuga verso un altro paese. Liberatasi di Paul, si mette alla ricerca di Toma solo per scoprirlo destinato allo stesso cammino di sfruttamento e umiliazione che lei ha conosciuto sulla propria pelle. Matilda riesce a recuperare Toma e a salire con lui sul treno verso il mare e la nave che aspetta di condurli verso un futuro ignoto ma forse meno miserabile. E proprio questo infinitesimale barlume di speranza rende più straziante la scelta con cui Toma, proprio come tutti che Matilda ha incontrato Matilda, la costringe ancora più a fondo nell’abisso di mortificata disperazione che è diventata la sua vita.
Articolo scritto da teo Mercoledì 11 agosto 2010, ore 11:08
( Leggi Tutto... | )
BAS-FONDS, di Isild Le Besco (Concorso Internazionale)
Festival del film di Locarno Persino gli innamoramenti più repentini lasciano margine a qualche zona d’ombra e così anche al netto dell’ammirazione per lo strepitoso lavoro di Olivier Père, per il nuovo corso imposto al Festival di Locarno e per il livello e la varietà delle opere selezionate, è difficile condividere l'entusiasmo del nuovo direttore per il film di Isild Le Besco, ninfetta dal fascino disturbante che ha debuttato come musa di Benoît Jacquot e che ha ritrovato il suo pigmalione in Au fond des bois proiettato il 4 agosto in Piazza Grande.
Bas-fonds consta infatti di 68 stiracchiatissimi minuti in cui lepidezze, crudeltà e sadismi perpetrati da tre adolescenti borderline si alternano a citazioni bibliche e dostoevskijane recitate da un’irritante voce-off e accompagnate a scontate immagini di onde, fiumi, piogge e altre idiote metafore lustrali.
Basata – pare – su una vicenda autentica (su cui però la Le Besco dice di non volersi soffermare per “rispetto”), la vicenda è quella di due sorelle, la schizoide Magali e l’infantilmente perversa Marie-Steph, che vivono in un microappartamento ridotto a tugurio assieme a Barbara, ragazzetta debole di mente che Magali ha soggiogato e di cui abusa in vari modi. Nella prima metà della pellicola le tre si scatenano in botte, ubriacature, furtarelli e violenze assortite e rappresentate con compiaciuto calligrafismo. Nella seconda parte, tanto interminabile quanto superflua, si ricostruisce per frammenti il processo per l’omicidio di un giovane panettiere, con riflessioni che si vorrebbero verosimilmente “alte” sul crimine e la pena, sulla fragilità e la colpevolezza d’una società incapace allo stesso tempo di educare e di redimere.
Articolo scritto da teo Mercoledì 11 agosto 2010, ore 11:08
( Leggi Tutto... | )
WOMB, di Benedek Fliegauf (Concorso internazionale)
Festival del film di LocarnoAmbientato in un futuro prossimo nel quale si pratica in appositi centri la clonazione umana, Womb, secondo lungometraggio dell’ungherese Fliegauf, racconta la storia di Rebecca, una ragazzina che, durante una vacanza in una piovosissima località di mare, s’innamora del coetaneo Tommy. Dodici anni dopo, Rebecca (una Eva Green diretta tanto malamente da far scordare la sua strepitosa bellezza) ritorna a cercare l’innamorato della sua infanzia solo per riperderlo apparentemente per sempre, a causa del solito – e prevedibilissimo – incidente stradale. È qui che in Rebecca scatta l’idea della clonazione: la madre di Tommy le rifiuta inorridita il permesso di esumare il cadavere del figliolo per prelevare un campione di DNA, ma l’assenso arriva dal padre del defunto, l’unico altro maschio (il terzo se contiamo anche il nonno incartapecorito) del film. Sbrigata la gravidanza con un paio di primissimi piani sul pancione di Rebecca, il regista racconta l’infanzia del nuovo Tommy nel paesino affacciato sul mare. Se si tolgono alcune originalità (Tommy che recita le poesie in vasca da bagno con mammà, in una scena che arriva dritta da Birth – Io sono Sean del 2004), le cose sembrano procedere benino, almeno sino a quando un drappello di madri (tutte rigorosamente single) vengono a sapere da una perfida infermiera che il bimbo è frutto di clonazione e decretano l’ostracismo contro la snaturata genitrice.
Rebecca non si perde d’animo e dettofatto carica le masserizie su una sorta di carrellino a rotelle e trasloca in bicicletta in un luogo ancor più isolato.
Articolo scritto da teo Domenica 08 agosto 2010, ore 12:08
( Leggi Tutto... | )
TILVA ROŠ, di Nikola Lezaic (CdP)
Festival del film di LocarnoL’altiforno che per decenni ha reso la città serba di Bor una delle capitali minerarie dell’ex-Yugoslavia funziona sempre più a rilento, la disoccupazione aumenta, le istituzioni si sbriciolano e mentre la generazione dei padri organizza manifestazioni di protesta, quella dei figli trascorre il passaggio alla maggiore età imitando i coetanei americani visti attraverso il web.
Stefan e Marko fanno parte di una posse che ha come religione lo skateboard e le prodezze del programma Jackass, postando in rete brevi clip in cui fanno a gara nel sopportare il dolore delle staffilate, pallonate nei testicoli, aghi infilati nelle guance e così via. Ma mentre Stefan è stato accettato all’università, Marko vede spalancarsi davanti a sé un fallimento fatto di uffici di collocamento e lavori di fatica.
Articolo scritto da teo Domenica 08 agosto 2010, ore 12:08
( Leggi Tutto... | )
LA REINE DES POMMES, di Valérie Donzelli (CdP)
Festival del film di Locarno Mathieu decide repntinamente di lasciare Adèle che, piegata dal dolore dell'abbandono, confessa a un'amica i suoi foschi propositi. Dettofatto Adèle viene sedata e trasferita di peso a casa di una cugina nubile, bruttarella e, per di più, con un occhio perennemente infiammato.
La convivenza tra le due è complicata ma lentamente Adèle inizia a esplorare il quartiere in cui vive e a conoscere nuove persone, forte dell'esortazione di sua cugina che non si stanca di raccomandarle di trovare nuovi partner, in una versione spiccia del proverbio secondo cui chiodo scaccerebbe chiodo.Le cose però non vanno esattamente così: Adéle incontra un uomo sposato, un timido studente d'arte e un giovanotto pieno di bizzarre fantasie sessuali ma nessuno di loro riesce a farle scordare il suo amore per Mathieu.
Articolo scritto da teo Sabato 15 agosto 2009, ore 12:08
( Leggi Tutto... | )
ROMANZO CRIMINALE, di Michele Placido (Jury Members' Films)
Festival del film di Locarno Una sezione minore ma interessante del Festival è dedicata alla riproposta dei film cui hanno collaborato membri delle varie giurie. Di Esmeralda Calabria, montatrice per registi come Moretti, Piccioni, Archibugi e co-autrice del documentario Biùtiful cauntri è stato proiettato ieri all'Ex-Rex Romanzo criminale .

Va detto subito che l'impresa di trasporre sullo schermo il voluminoso romanzo di Giancarlo De Cataldo sulle gesta della Banda della Magliana non era delle più semplici: Placido ha dovuto maneggiare un libro di oltre 600 pagine in cui l'approfondimento psicologico procede in parallelo con la descrizione degli intricati rapporti fra membri della Banda, mafia e servizi segreti deviati, sino al ruolo non secondario giocato dai "Magliari" nei peggiori crimini che insanguinarono l'Italia nella stagione delle stragi e del terrorismo, affaire Moro e strage di Bologna in primo luogo. Gli sceneggiatori -oltre a Placido e De Cataldo ci sono anche Stefano Rulli e Sandro Petraglia- hanno perciò lavorato di sottrazione, realizzando un film di durata superiore alla media (quasi 3 ore) in cui i passaggi fondamentali del testo d'origine sono quasi sempre rispettati.
Articolo scritto da teo Sabato 15 agosto 2009, ore 11:08
( Leggi Tutto... | )
LA VALLE DELLA PAURA, di Mihály Györik (Piazza Grande)
Festival del film di Locarno Il primo lungometraggio di Mihály Györik, nativo di Basilea ma ticinese d'adozione, parte con il vantaggio di giocare in casa e La valle delle ombre arriva in Piazza Grande favoritissimo non solo dall'ottima disposizione di stampa locale & pubblico, ma anche in virtù di un budget verosimilmente cospicuo. Tuttavia per mettere assieme un film all'altezza di tanto dispendio, a Györik non bastano le numerose comparse, i bei costumi, gli effetti speciali, una sceneggiatura scritta con l'aiuto di tre noti romanzieri italiani (Eraldo Baldini, Sandrone Dazieri e Giampiero Rigosi) e nemmeno gli esterni e le bellissime location selezionate tra le valli del Ticino.
La storia, in breve, è quella di Matteo, un ragazzino di Lugano che per vacanze viene spedito in montagna dal nonno. Accettato in un gruppo di bambini del luogo per intercessione della cugina, Matteo ascolterà dalle labbra dei coetanei tre storie terrificanti in cui il folclore di ieri si intreccia alle suggestioni di oggi.
Articolo scritto da teo Venerdì 14 agosto 2009, ore 14:08
( Leggi Tutto... | )

Seleziona Pagina di 18 pagine.
Cerca


Ingresso Utente
Nickname

Password

Non hai ancora un tuo account? Crealo Qui!. Come utente registrato potrai sfruttare appieno e personalizzare i servizi offerti.
News Precedenti
Giovedì, 13 maggio
· Cosa Voglio Di Più, di Silvio Soldini
Domenica, 02 maggio
· L’OMBRA DEL FALCO, di Pierluigi Porazzi
· GREEN ZONE, di Paul Greengrass
· L’IPNOTISTA, di Lars Kepler
Domenica, 04 aprile
· IO SONO L'AMORE, di Luca Guadagnino
Giovedì, 11 febbraio
· A SINGLE MAN (UN UOMO SOLO), di Tom Ford
· SATELLITI DELLA MORTE, di Gunnar Staalesen
· A Bahia, festa infinita
Lunedì, 01 febbraio
· CATERINA SULLA SOGLIA, di Susanna Bissoli
Domenica, 03 gennaio
· IL TESTAMENTO DI NOBEL, di Liza Marklund
Dell Computers


Grandi Affari eBay


Telefona con Skype


Aruba.it


Apple iTunes


Browser Firefox
Web site powered by PHP-Nuke - © Francisco Burzi Valid HTML 4.01! Valid CSS!

Tutti i loghi e marchi in questo sito sono di proprietà dei rispettivi proprietari.
I commenti sono di proprità dei rispettivi autori, ed il resto ©2003-2005 ilCritico.com


Potete utilizzare le news RSS di questo sito tramite il file backend.php

 
Generazione pagina: 4.65 Secondi