FACTORY-LIBRO PRIMO, di Gianluca Morozzi e Michele Petrucci
Data: Sabato 03 gennaio 2009, ore 15:01
Argomento: Fumetti


Henry Jenkins, nel suo celebre volume Cultura convergente, ha fotografato con sorprendente lucidità quelle che sono le tendenze più recenti e determinanti della cultura di massa, costruita su una rete comunicativa globale, arricchita dalle nuove tecnologie, popolare nella sua accezione di transmediale. Una delle caratteristiche centrali di questo nuovo orizzonte globale sembra essere, all’interno della produzione culturale (che sia letteraria, grafica o filmica), la continua spinta creativa che nasce dall’interattività, dalla diretta partecipazione del pubblico; i lettori e gli spettatori escono dai confini della ricezione passiva e si fanno attivamente partecipi, ricostruendo e riplasmando contenuti e stimoli culturali, immettendo nella circolarità globale nuove risorse e riappropriandosi, in parte, del processo creativo.
Alcuni prodotti culturali hanno le caratteristiche per permettere questa polifonia, per stimolare un dialogo partecipativo del pubblico; FactorY, il nuovo fumetto sceneggiato da Gianluca Morozzi e inchiostrato da Michele Petrucci, ha in sé questa potenzialità.

Al primo volume, uscito per i tipi di Fernandel, ne seguiranno altri tre, a cadenza quadrimestrale; la sfida degli autori sembra essere quella di unire alla sequenzialità del linguaggio fumettistico il ritmo narrativo incalzante modellato sui serial americani, dando vita ad un prodotto che rompe con gli schemi tradizionali e colpisce per la fluidità con cui la qualità e la corposità formale di una graphic novel si sovrappongono con armonia alla frammentarietà di un grande racconto a puntate.
La situazione iniziale, ad un primo impatto, sembra cadere nella banalità stereotipata di alcuni recenti splatter cinematografici di marca americana (si veda ad esempio la serie di Saw-L’enigmista); cinque perfetti sconosciuti si risvegliano all’interno di una fabbrica tetra e claustrofobica, senza avere ricordi degli ultimi istanti delle proprie vite, ignari dell’assurdo e crudele disegno che li ha resi prigionieri. Incipit non sorprendente, né destabilizzante, al quale si aggiungono caratterizzazioni psicologiche dei personaggi piuttosto fisse e pietrificate, quasi maschere plautine che incarnano sterili sfumature caratteriali. Tutto sembra però ribaltarsi procedendo nella lettura; all’andamento narrativo concitato ed angoscioso dei dialoghi, sorretto da una voce fuori campo misteriosa e criptica, si aggiunge la scansione della tavole di Petrucci, dinamica, tagliente e mai uguale a se stessa. I personaggi perdono la loro apparente fissità interagendo tra loro, scoprendosi a vicenda, rivelandosi per ciò che realmente sono in maniera collaborativa, pagina dopo pagina, dialogo dopo dialogo. La banalità apparente si dissolve all’interno di una rete di indizi complessa ed inestricabile, dove i tasselli difficilmente riescono ad essere ordinati; il lettore è chiamato a svolgere un’intensa attività investigativa, raccogliendo e collazionando ogni singolo suggerimento, partecipando in maniera attiva alla soluzione dell’enigma, camminando a fianco dei personaggi e cercando con loro una risposta ai segnali continuamente offerti dal testo. La lettura non si arresta tra i confini materiali delle tavole, ma può spaziare in un ricco apparato ipertestuale, dove inserti grafici e testuali concorrono a svelarci il passato dei singoli personaggi, le loro fobie, i loro lati inquietanti ed oscuri, occultati agli altri protagonisti e resi invece noti a noi lettori, regalandoci maggiore consapevolezza del quadro narrativo complessivo e trascinandoci al contempo in profondità, letteralmente dentro la storia.
La forza propulsiva del testo si espande non solo oltre le griglie grafiche ma anche al di fuori dei confini stessi del volume; sul sito internet dedicato a FactorY, http://factor-y.blogspot.com/, il lettore può proseguire nel suo lavoro d’indagine, arricchendo il proprio bagaglio di informazioni e testimonianze, accumulando notizie sui singoli personaggi e sul prologo della vicenda (soluzione che ricorda Europa, storia a fumetti nata dalla collaborazione tra Manotti e Semerano).
FactorY fornisce continui stimoli, accende la lettura ad ogni pagina, lasciandosi esperire in maniera stratificata e costringendo ad una lettura profonda, a più livelli, mai superficiale; progetto fumettistico all’avanguardia, stupisce per la coerenza e l’equilibrio con cui si mescolano generi eterogenei e differenti soluzioni narrative. Il lettore è continuamente spinto a proseguire, proteso verso una soluzione che appare impossibile da afferrare, dato che ogni pagina destabilizza, decostruisce certezze e fornisce nuovi dubbi e nuove problematiche da risolvere. Presupponendo la presenza di un lettore attento e partecipe, suscettibile di ricevere e riconvertire continuamente gli stimoli, FactorY sembra rispondere alle tendenze dei nuovi modelli di fruizione culturale, sotto le insegne di lettura, esperienza ed interattività; un libro che offre ai lettori un brillante esempio di ciò che il linguaggio fumettistico, sapientemente modulato, può creare, all’interno e all’esterno della pagina.

FactorY. Libro primo
di Gianluca Morozzi, Michele Petrucci
Fernandel
pp. 160
Euro 12

Francesca Falcone





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