Cosa Voglio Di Più, di Silvio Soldini |
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 Un uomo e una donna si incontrano. Si piacciono. Fanno l’amore insieme e scoprono di avere una sintonia straordinaria. Peccato che lui, Domenico, abbia una moglie e due figli e lei, Anna, viva con un compagno con cui ha appena deciso di provare ad avere un figlio. La storia fra loro inizia senza sotterfugi, entrambi sanno esattamente quali siano le reciproche condizioni familiari. Non si può neppure dire che la situazione sfugga loro di mano. Semplicemente – se mai vi fosse qualcosa di semplice – una bella scopata, esageriamo, una magnifica scopata diventa amore. E, allora, sì che le cose si complicano. La trama è delle più banali, che tocca la realtà di molti, anzi, se vogliamo dare retta la suocero di Domenico che gli dice “ci siamo passati tutti”, è una realtà diffusa. È in questa banalità che Silvio Soldini riesce a cogliere in modo intelligente molto sfumature psicologiche, che non lasciano indifferenti, anche grazie ad un cast che interpreta all’unisono lo spirito del film. Suggerito già dal titolo, “cosavogliodipiù”. Infondo, in una società come la nostra, se si ha la salute come si dice sempre (a ragione), e poi - perché no - un partner con cui condividere la propria esistenza, se non addirittura dei figli che si amano, cosa si potrebbe volere di più?
A quanto pare, non basta. Non a tutti. Forse non tutta la vita. È la dannazione dell’animo umano, la sua inquietudine mai veramente sopita che lo porta a continuare a cercare? È il bisogno di trasgressione, è l’incapacità di adattarsi al quotidiano che minano la tranquillità in nome della passione? Non esistono risposte, solo una constatazione. Non esistono neppure soluzioni globali né cure preventive. A volte vince il cuore, a volte vince la ragione, senza che possa essere chiaro a cosa veramente porti la vittoria dell’uno sull’altra. Sono, fra l’altro, ben tratteggiati tanti atteggiamenti tipici di ciascun sesso, dove gli amanti, ma anche i compagni traditi, i parenti, gli amici, per certi versi, si dividono nelle due grandi sfere del maschile e del femminile. Non è forse un caso che la moglie di Domenico si accorga presto del tradimento, mentre al compagno di Anna deve essere lei stessa a gridarlo in faccia. Anche se alla fine i vasi fra questi due grandi mondi sono comunicanti, effettivamente viviamo tutti in un unico mondo e la lotta quotidiana di tutti, uomini e donne in questo caso indistintamente, è non soccombere, qualsiasi sia la difficoltà che si incontra, fosse anche un amore travolgente.
Benedetta Giorgi Pompilio
Sito Ufficiale
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Articolo scritto Giovedì 13 maggio 2010, ore 09:05 da benedetta |
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