L’OMBRA DEL FALCO, di Pierluigi Porazzi |
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 A volte viene da chiedersi come mai una buona fetta di lettori ami appassionatamente un genere, quello noir, che si nutre delle peggiori perversioni, quelle che portano esseri umani ad annientare altri esseri umani. Le modalità con cui è portato a termine tale annientamento, che molto semplicemente si chiama omicidio, possono avere sfumature diverse, ma l’essenza delle cose non cambia: si tratta di gesti irreversibili. D’altra parte è anche vero che queste sfumature possono avere il loro peso e trasformare un omicidio colposo in volontario, per esempio. Gli omicidi raccontati da Pierluigi Porazzi nel suo primo romanzo, “L’ombra del falco” edito da Marisilio, appartengono sicuramente alla categoria più drammatica: l’assassino agisce perché si compiace, anzi trae piacere dal vedere la vita che sfugge dai volti delle sue vittime tanto da sentirsi addirittura dio quando sta compiendo questo orrendo atto. O piuttosto un falco: “quando vedono l’ombra del falco, i piccoli animali che ne sono prede si immobilizzano o scappano terrorizzati. Anche se sono appena nati e non hanno idea di cosa sia un falco, sanno che è un predatore, è un’informazione scritta nel loro dna”.
Si dà quindi inizio alla caccia al predatore. Anche se, in verità, i predatori sono più di uno. Ciascuno con le proprie peculiarità: c’è chi uccide perché si diverte a farlo e chi lo fa per il potere e i soldi. Ambientato in un Friuli al passo con i tempi, dove cioè “la consapevolezza ha corroso l’ingenua, semplice ma autentica fede delle vecchie generazioni, lasciando un vuoto difficile da colmare”, in questa nerissima storia si muovono diversi personaggi, dalle comparse il cui destino è morire ammazzato, al vero protagonista, un ex agente di polizia, Alessandro Nero, con un passato inquietante e doloroso e un presente ancora più sconvolgente, visto che viene sfidato da un incontrollabile serial killer. La ricerca dell’identità di questo assassino va di pari passo con altrettante sconcertanti scoperte.
Ma torniamo alla questione iniziale. Come mai a tante persone piace leggere di delitti? Forse perché, sotto sotto, si vorrebbe eliminare chi dà fastidio ma grazie al cielo non se ne ha il coraggio (sempre che di coraggio si possa parlare)? O forse semplicemente perché ciò che più si allontana dalla propria realtà e si spera non possa mai neppure sfiorare la propria esistenza, attrae? Difficile dare una risposta. Meglio lasciarla in sospeso e godersi questo romanzo di Porazzi, che arriva quasi a disturbare in alcuni passi per la sua crudezza, ma che lascia incollati alle pagine dall’inizio alla fine.
Benedetta Giorgi Pompilio
Pierluigi Porazzi, laureato in giurisprudenza, ha conseguito il titolo di avvocato e lavora a Trieste, presso il Consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia. Giornalista pubblicista, scrive recensioni cinematografiche per il settimanale di Trieste “Vita Nuova”. Suoi racconti sono apparsi su riviste letterarie e in varie antologie, nonché nella raccolta “La sindrome dello scorpione”, pubblicata da Campanotto Editore. Fa parte del progetto Sugarpulp. “L'ombra del falco” è il suo primo romanzo.
Pierluigi Porazzi, L’ombra del falco, 2010
SITO WEB
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Articolo scritto Domenica 02 maggio 2010, ore 11:05 da benedetta |
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