L’IPNOTISTA, di Lars Kepler |
|
 Piuttosto spiazzante. “L’ipnotista” inizia con un delitto efferato: un uomo viene trovato nei bagni di un centro sportivo, dilaniato da ripetute coltellate e con un braccio amputato. Lo spettacolo è raccapricciante, ma ancora peggio è quello che si trova davanti il poliziotto che va ad avvisare la famiglia della vittima. Ci sono tre corpi nella casa della famiglia Ek: la madre e la figlioletta di 5 anni sono senza vita; il terzo, il figlio Josef, respira ancora e viene portato d’urgenza in ospedale. È evidente che qualcuno si è accanito su di loro. C’è un’altra figlia, sicuramente in pericolo, potenziale vittima da salvare. Per poterla proteggere sembra non ci sia altra soluzione che chiamare in causa il dottor Erik Maria Bark, uno psichiatra esperto in ipnotismo, per riuscire a sapere qualcosa dall’unico sopravvissuto. Il problema è che Bark non pratica l’ipnosi da oltre 10 anni. E da qui il romanzo della coppia di scrittori svedesi Alexander Ahndoril e la moglie Alexandra Coehlo Ahndoril, che hanno pubblicato la loro prima opera a quattro mani con lo pseudonimo di Lars Kepler, diventa piuttosto spiazzante. Si susseguono, a partire dalla sconvolgente scoperta che il medico fa interrogando il ragazzo ferito, una serie di colpi di scena alquanto inaspettati, in un intreccio serrato fra presente e passato, senza soluzione di continuità, ma al tempo stesso senza che ciò che sembra più probabile corrisponda alla realtà.
Accanto alla figura dell’ipnotista spicca quella del sostituto commissario Joona Linna, che sarà anche il co-protagonista, con altri personaggi che cambieranno di volta in volta, delle prossime sette puntate. Infatti, questo è solo il primo romanzo di una serie di otto, assicurano i due autori che – pur avendo alle spalle una prolifica carriera da solisti – vogliono proseguire la riuscita collaborazione, visti anche i successi delle vendite. In questo primo capitolo il tema dell’ipnosi fa la parte da leone ed è interessante scoprire quali siano le ragioni che hanno spinto Erik Maria Bark a praticarla. “Eppure era stata la forza della collettività che l’aveva spinto avanti nella sua professione. Aveva cercato di capire la ragione per cui gli uomini sopravvissuti a una guerra riuscivano con maggiore semplicità a elaborare i propri traumi rispetto a coloro che erano rimasti soli dopo aver subito qualche genere di trauma diverso. Voleva capire com’era possibile che le ferite di un gruppo di persone torturate tutte insieme guarissero meglio di quelle torturate una per una, separatamente. Cos’è che ci unisce in questa comunanza? si era chiesto. Il rispecchiamento? La canalizzazione, la normalizzazione o semplicemente la solidarietà?”. Accanto alla narrazione serrata, al fiato sospeso, tutti elementi appassionanti per chi ami il genere noir, il lettore può trovare lo spazio anche per riflettere sulla complessità della mente umana, sui meccanismi di difesa che ci accomunano, anche se per fortuna non tutti hanno dovuto subiti traumi devastanti. Le mille sfaccettature del dolore, a volte solo del disagio, fanno parte della quotidianità di molti esseri umani e il pensiero della condivisione che allevia è, alla fine, un pensiero positivo in mezzo alla moltitudine di brutture che dominano le pagine di questo ennesimo, riuscito thriller nordico.
Benedetta Giorgi Pompilio
Lars Kepler, L’ipnotista, 2010, Longanesi
SITO UFFICIALE
|
|
Articolo scritto Domenica 02 maggio 2010, ore 11:05 da benedetta |
|
|
|
|
| |
|
| Non hai ancora un tuo account? Crealo Qui!. Come utente registrato potrai sfruttare appieno e personalizzare i servizi offerti. |
|
|
|
|
|