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SOGNO IL MONDO IL VENERDI', di Pasquale Marrazzo (CdP)
Festival del film di Locarno Brutto passo falso per il cinema italiano proprio nei giorni in cui Locarno festeggia il Divo Toni Servillo.
Presentato nella sezione “Cineasti del Presente”, Sogno il mondo il venerdì è un disastroso film corale che ambienta nella periferia di una Milano assolata e squallida varie vicende, tutte strazianti.
Irene trascina avanti una storia in cui crede poco e un problema di alcolismo, Betty è un transessuale sempre in cerca dell’uomo giusto (e che giusto mai si rivela), c’è poi il gay che tira a campare tra mille angherie, il bancario con frequentazioni truci e gravi debiti, l’extracomunitario che rapina un negoziante indiano per pagare gli strozzini e poi muore lavorando in nero in un cantiere.
Pasquale Marrazzo non si fa mancare nulla per assemblare questa rassegna di dolori contemporanei tanto, troppo già vista e di cui francamente non si sentiva necessità. A completare il disastro di un film tanto velleitario e pasticcione, contribuisce un cast di attori scadenti (quando non indegni). A parziale attenuante dei protagonisti di Sogno il mondo il venerdì va però il sospetto che tanta imperizia non abbia potuto distribuirsi così equamente fra gli attori senza un contributo da parte del regista.

Con il procedere del film, il sospetto si fa certezza: troppo concentrato su riprese interminabili e agitatissime, che fanno tanto “Film Dogma” di 15 anni fa, Marrazzo lascia soli i suoi attori in balìa di dialoghi involontariamente comici e corona il proprio capolavoro infilando nel film una serie di canzoncine in inglese (chissà perché?) che i protagonisti eseguono in playback e che infrangono anche la poca tensione che la pellicola riesce -qua e là- ad accumulare.


Teo Lorini
Articolo scritto Sabato 08 agosto 2009, ore 22:08
da teo
 
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