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STABAT MATER, di Tiziano Scarpa |
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 La Mater di questo romanzo non è presente, come quella Dolorosa ai piedi della croce nella sequenza di Jacopone da Todi. Il suo “stare” è nell’assenza con cui ossessiona i pensieri e domina le veglie notturne e le lettere che l’orfana Cecilia le scrive, arrampicata in uno dei più remoti sottotetti dell’istituto. Lettere di immaginazione e solitudine, vergate su ritagli di carta da musica. All’Orfanotrofio della Pietà infatti le ragazzine imparano a suonare per fare bella figura in società e (magari) trovare anche marito. Niente di tutto questo interessa a Cecilia, non le compagne, non il violino per cui pure è molto dotata, e nemmeno il nuovo insegnante, un prete dai capelli rossi, di nome Antonio Vivaldi. Ogni pensiero della ragazza è per la madre, mai conosciuta e sempre evocata in una vita di prigionia e solitudine assoluta. Ma cosa succede quando l’arte, con il suo potere di liberazione, incontra una creatura tanto priva di libertà?
A due secoli dai Promessi sposi (e soprattutto dal saggio Del romanzo storico) in Italia ancora si sprecano le paginate e i simposi sul corso e il ricorso, le nuove ondate, le vecchie menate dell’immarcescibile Romanzo Storico Italiano. E mentre si fanno appelli e si stilano liste - ampie, ché una patente di romanziere storico non si nega a nessuno, meglio ancora se sfumata di giallo, di rosa, di nero - Tiziano Scarpa (foto a destra spiazza tutti, abbandona le posizioni precostituite e fa quello che deve fare uno scrittore vero: inventa, libera la fantasia e rigenera forme anchilosate e codifiche esauste. In Stabat Mater la Storia non è obiettivo né totem, ma semplicemente lo strumento per parlare di fantasia e dolore, di creazione, solitudine e libertà. E Scarpa ci riesce con una lingua equilibrata e nitida e soprattutto con una scrittura intensa e inesorabile, che schiude e sviscera ogni immagine con cui si misura, fino a toccare l’essenza profonda e fragile, della determinazione con cui, come Cecilia, ciascuno di noi va incontro al suo destino.
Stabat Mater di Tiziano Scarpa Einaudi pp. 144 euro 17
Teo Lorini da «Pulp Libri» n.77 (gennaio-febbraio 2009)
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Articolo scritto Lunedì 23 febbraio 2009, ore 08:02 da teo |
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