VITA DA BAMBINA E ALTRE STORIE, di Phoebe Gloeckner |
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 Spesso si dibatte sulla differenza tra fumetto e letteratura, sul diverso valore dei due generi, sulla ormai stigmatizzata inferiorità stilistica ed emozionale del primo; il fumetto è sovente considerato un’arte di serie B, un passatempo faceto, una fonte di letture banali e forse anche poco costruttive. Gli amanti della letteratura non difficilmente si imbattono in libri che apportano cambiamenti nel loro modo di pensare e nella loro visione del mondo, che li attraversano e in qualche modo permangono, lasciando un segno; ci sono fumetti, credo piuttosto rari, che provocano questi stessi sconvolgimenti anche in chi, uso alla lettura lineare, non è abituato ad approcciarsi a quella per immagini. E’ senza dubbio questo il caso di Vita da bambina e altre storie, una raccolta di strisce e di tavole create da Phoebe Gloeckner tra il 1976 e il 1998; il libro, edito da Fernandel, costituisce un prologo ideale alla sua opera più importante, Diario di una ragazzina, uscito lo scorso anno per i tipi della stessa casa editrice.
Apre il volume una piacevole e ironica introduzione di Robert Crumb, amico della Gloeckner nonché acclamato fondatore del fumetto underground; a seguire due premesse dell'autrice, nelle quali si rivolge al pubblico con toni confidenziali, avvalendosi di aneddoti quanto mai accessori e personali, quasi a voler stabilire da subito un dialogo informale coi lettori, preparandoli al clima fortemente intimistico che pervade tutta l'opera. Sarebbe banale definire il lavoro della Gloeckner utilizzando la sola etichetta di fumetto autobiografico; il racconto che ci viene offerto è talmente personale e aperto da far sentire noi lettori quasi a disagio, come se fossimo famelici voyeur, scrutatori attenti di scene di un passato scomodo, che riemerge in ogni tavola, senza eufemismi o edulcorazioni. Sullo sfondo di una San Francisco corrotta nei costumi e moralmente annientata dagli effetti della liberalizzazione sessuale degli anni ‘60, la piccola Minnie, alter ego dell’autrice bambina, si muove all’interno di una realtà tanto abietta e cruda da apparire quasi irreale: una madre assente, perduta nell’alcolismo, un patrigno che abusa di lei, amicizie deviate e rapporti patologici fatti di droga e di sesso mercificato nei sobborghi di Polk Street. Una bambina quasi adolescente che si rinchiude in se stessa, che si concede alle voglie altrui, manipolata e ingannata da tutti, e che si aggrappa a chi, come la prostituta Tabatha, le offre dapprima affetto e protezione e finisce poi per circuirla e venderla in cambio di una dose. Al racconto autobiografico si intreccia l'aperta critica nei confronti della famiglia medio-borghese americana, che l'autrice non manca di smascherare con coraggio e fermezza nei suoi vizi e nelle sue brutture; al disfacimento emotivo di Minnie fa quindi da specchio la disgregazione totale della realtà affettiva di questo squarcio di realtà americana, in due piani narrativi che si mantengono sempre organici e coerenti, nonostante la frammentarietà dell'opera. Lo sguardo attento e impietoso della piccola Minnie trova resa grafica nel tratto della Gloeckner, che, mai uguale a se stesso, appare in continua evoluzione, a volte scarnificato e ridotto al minimo, a volte volutamente sporcato e quasi “barocco”. L'abilità della disegnatrice sembra stare proprio nel riuscire a creare un rapporto collaborativo tra il disegno e lo stato emotivo che ha ispirato ogni singola pagina; la descrizione delle scene e i ritratti dei personaggi non lasciano spazio ad omissioni, i fumetti sono finemente dettagliati (eredità della sua professione di illustratrice medica) e presuppongono quindi una forte carica partecipativa da parte del lettore, invitato a soffermarsi fino a dissezionare chirurgicamente ogni tavola. La lettura diventa una vera e propria esperienza formativa, un viaggio difficile e doloroso attraverso le trame di un volume coinvolgente, di forte impatto; un fumetto che riunisce in un corpus unico la pienezza narrativa di una graphic novel, l'immediatezza sarcastica delle strisce umoristiche e la varietà espressiva di un'autobiografia letteraria. Secondo le parole di Robert Crumb «uno dei capolavori del fumetto di tutti i tempi, proprio uno dei primi in assoluto»; imperdibile, sia per gli appassionati del genere, sia per chi desideri avvicinarsi al mondo del fumetto attraverso una lettura di qualità, che sicuramente non lascerà delusi.
Francesca Falcone
Vita da bambina e altre storie di Phoebe Gloeckner Fernandel pp.160 euro 15
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Articolo scritto Domenica 21 ottobre 2007, ore 14:10 da michele |
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