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 "A papà il mio corpo fa schifo" Jasira ne è sicura da subito. Come spiegare altrimenti il ceffone che ha ricevuto per essersi presentata a colazione in maglietta e slip? Jasira ha 13 anni e da pochi mesi la sua vita è piena di cambiamenti non voluti né piacevoli. Prima le sono venute quelle "tette dritte in fuori" che lei non riesce a nascondere, poi il fidanzato di mamma sembra essersi preso una cotta per lei. Mamma allora è corsa ai ripari e l'ha spedita subito a Houston a vivere con papà, il libanese Rifat, che dovrebbe darle un'educazione più severa. E papà non si fa pregare: al primo ceffone ne seguono molti altri, ogni volta che le esigenze e i cambiamenti di Jasira lo imbarazzano. E anche quando Rifat non la picchia, riesce lo stesso a mortificarla. Ad esempio, al primo arrivo di quello che papà chiama "il mensile", Jasira viene dapprima trascinata all'ipermercato per una tragicomica ispezione allo scaffale degli assorbenti ("Come definiresti il tuo flusso? Leggero, medio o forte?"), e poco dopo chiusa fuori di casa per aver adoperato un tampax ("Sono per le donne sposate!"). L'infanzia di Jasira è finita all'improvviso, al suo posto una vita diversa, dominata quel corpo che si trasforma e ribella, che attira curiosità e desideri ma anche ira e rimproveri. Che, tutto d'un tratto e senza preavviso, esiste senza mediazioni o istruzioni per l'uso, invadendo in maniera diretta o indiretta ogni momento e ogni rapporto e tradendo persino lei quando "nel cervello penso una cosa, ma poi nel resto di me stessa ne succede un'altra". E ad accorgersene non è solo l'imbarazzato e maldestro papà, ma anche mr. Vuoso, il vicino di casa al cui figlio Jasira fa da baby sitter.
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RATTI ROSSI, di Qiu Xiaolong |
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 Confucio dice “sapendo che era impossibile da farsi, tentò lo stesso di farlo perché era ciò che doveva”. A questa massima, imparata dal padre, si ispira l’ispettore Chen Cao lungo il corso di tutta la quarta indagine che lo vede protagonista: un delicato caso di corruzione, uno dei maggiori flagelli che affligge la Cina moderna. In particolare essa dilaga fra i funzionari di Partito, minando e divorando le fondamenta politiche del Paese come un cancro. “La Cina di oggi è come un granaio pieno di riso e infestato da ratti rossi” dice a Chen Yu Keji, soprannominato Vecchio Cacciatore, un poliziotto di Shanghai in pensione con cui il nostro protagonista ha già collaborato in passato, alludendo chiaramente ai funzionari corrotti. Proprio per la difficoltà e l’ambiguità della situazione, l’indagine è affidata a Chen, che non delude le aspettative di nessuno, né dei superiori che ripongono fiducia in lui, né dei lettori che ritrovano con piacere il personaggio prediletto di Qiu Xiaolong. Così come ritrovano un affascinate e puntuale spaccato della nuova Cina, tra tradizioni ed innovazioni (“Dalla strada giunsero suoni concitati. Chen guardò fuori e vide un cane abbaiare su una convertibile rossa imbottigliata nel traffico. Da poco il termine animale domestico era diventato una realtà nella vita cinese. In passato, aveva visto scene simili solo nei film americani”).
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SANTE RAGIONI, di C. Castellacci - T. Pievani |
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 Un esempio recentissimo testimonia quanto sia necessario questo bel saggio: Ian Wilmut annuncia di voler privilegiare altri filoni di studi perché le staminali embrionali (di cui è un'autorità) non danno i risultati sperati. Sul Corriere, Galli della Loggia commenta la notizia. Con valutazioni scientifiche? Non sia mai! Il corsivista coglie l'occasione e chiama in causa "il partito del: Dàlli all'embrione" ( sic) e per poco non ordina ai suoi aderenti (Pievani incluso) pubblico autodafé. Sante ragioni analizza con garbo, ironia e lucide argomentazioni la costante ingerenza della Chiesa cattolica nella vita dei cittadini italiani. Al pari delle grandi banche miste sorte in Germania dalla metà del sec. XIX, la Chiesa pretende di assistere il cliente (pardon: l'individuo) "dalla culla alla tomba" e non c'è aspetto dell'esistenza per cui la Santa Sede non abbia un'opinione radicata e, spesso, "non negoziabile". Ecco una rassegna degli ambiti in cui tali ingerenze si manifestano: nascita e concepimento, educazione e scuola (impagabili le recenti sortite ratzingeriane contro l'evoluzionismo), relazioni amorose, bioetica, questioni civili, fiscali (ahi, ahi) e naturalmente morte, a partire dall'accanimento contro i malati terminali e il diritto, sancito dalla Costituzione, di rifiutare le cure.
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Gomorre, una riflessione - di Massimo Magon |
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 La scorsa primavera leggevo il libro di Saviano. La prima edizione di Gomorra risaliva al mese di aprile dell'anno precedente, mentre la copia che avevo comprato era stata stampata a gennaio 2007, diciassette edizioni dopo quella di esordio.
Qualche giorno fa, a circa un anno dalla lettura del libro e a due dalla sua comparsa, lasciato sfogare l'effetto Cannes, ho visto il film di Garrone. Il Gomorra cinematografico ha rilanciato l'originale cartaceo che è tornato in testa alle classifiche di vendita dalle quali non era mai uscito. E siamo alla trentatreesima edizione.
E' probabile che una elevata percentuale dei due diversi pubblici, quello editoriale e quello cinematografico, si sovrapponga. Prescindendo da un criterio puramente cronologico o da quello più umano di preferire comunque la novità, la domanda è una: letto il libro o visto il film che fare con l'altro?
La mia risposta è una e decisa.
Sì, chi ha già letto il libro pensi pure di andare a vedere il film, e ci vada; viceversa, se si è appena visto il film si può leggere il libro, anche subito, tanto sono due opere diverse. Profondamente.
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L’UOMO IN VETRINA, di Kjell Ola Dahl |
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 Venerdì 13 gennaio. Chissà se anche in Norvegia sono superstiziosi e temono questa combinazione? Sicuramente non porta bene al vecchio antiquario di Oslo Reidar Folke Jespersen, la vittima del secondo romanzo di Kjell Ola Dahl, pubblicato in italiano da Marsilio. In realtà, nella narrazione, non si arriva alla sua morte così rapidamente, ma al contrario il suo ultimo giorno di vita, in cui consuetudine e novità si alternano, viene narrato in modo particolareggiato. Sono questi dettagli, così come i complessi rapporti che la vittima intratteneva con chiunque facesse parte della sua stretta cerchia famigliare, ad essere passati in rassegna molte volte prima che l’ispettore capo Gunnarstranda e il suo assistente Frank FrØlich riescano a risolvere il brutale omicidio e la sua orrida messa in scena.
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L’AUTOPOMPA FANTASMA, di Maj Sjöwall e Per Wahlöö |
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 La quinta puntata della saga dei maestri del giallo svedese
Un uomo si suicida. Nessun dubbio su tale atto. Unico elemento di mistero: il nome dell’ispettore Martin Beck viene trovato annotato sulla rubrica vicino al telefono. Il poliziotto però non conosce affatto quest’uomo e il lettore dovrà pazientare quasi fino alla fine del romanzo perché il mistero venga svelato. Nel frattempo accade un terribile incendio: un’intera palazzina viene ridotta in cenere e si contano tre vittime. Avrebbero potuto essere molte di più se un eroico agente non fosse intervenuto salvando la maggior parte dei malcapitati che si sono trovati intrappolati fra le fiamme. Caso vuole, infatti, che la casa fosse sotto sorveglianza della polizia e che proprio il personaggio che non doveva essere perso di vista sia fra i morti. Questo però non aiuta, nell’immediato, a scoprire cosa si nasconda dietro il rogo che ha infiammato la notte del sette marzo a Stoccolma. Ci vorranno molte indagini prima che tutti i pezzi del puzzle trovino la propria collocazione, seguendo il lento filo del ragionamento investigativo che tiene conto anche dei normali ritmi di vita degli investigatori, delineati secondo i tratti somatici e psicologici di ciascuno.
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FELTRINELLI, UNA STORIA CONTRO , di e con Mauro Monni |
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 Musiche di Francesco Renzoni, disegno luci di Luigi Nebbiai. Prod. Sine qua non (FR).
Mauro Monni, attore nonché scrittore fiorentino, si conferma oggi con il suo ultimo spettacolo Feltrinelli, una storia contro, intenso affabulatore capace di scuotere e d’incantare, grazie soprattutto all’uso di una parola semplice e immediata, che ha saputo restituire la quotidianità della storia, per trasformare il ricordo in racconto attuale. Un racconto, quello della vita di Giangiacomo Feltrinelli, che, oggi più che mai, scopriamo necessitare di memoria, in nome di un’attività politica e soprattutto di una consapevolezza collettiva dell’agire di cui ormai sembrano essersi totalmente perse le tracce. Prima di arrivare ai fatti della storia tuttavia, Monni ha voluto qui regalarci un monologo che è prima di tutto il ritratto personale non più di un editore ma di una vita umana, una vita speciale eppure comune, fatta di passioni e di aneddoti, dove i particolari si faranno sulla scena oggetti essenziali, mentre, costanti, riecheggiano le note della biografia del figlio Carlo, Senior Service, pubblicata nel 1999, privilegiata fonte di questo lavoro.
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SOGNI E DELITTI di Woody Allen |
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 Iniziamo chiamando le cose col loro nome. Cassandra's dream, il nuovo film di Woody Allen, arriva nelle nostre sale cinematografiche mutilato come al solito del suo pregnante titolo originale, sostituito da una variante italica rispondente ad una sola mera logica: quella commerciale. È difatti evidente la ricerca di un’assonanza con Crimini e misfatti, fortunato film del regista newyorkese del 1989. Il titolo originale invece è un mirabile sunto della trama: Cassandra’s dream è il nome del cane che fa vincere ai due protagonisti Ian (Ewan McGregor) e Terry (Colin Farrell) una somma di denaro con la quale acquistano una barca che verrà poi chiamata con lo stesso nome. La storia verte sul tentativo di ascesa sociale di questi due fratelli inglesi d’estrazione proletaria, uno impegnato in una complicata storia d’amore, l’altro preso dalla febbre del gioco. Saranno proprio le carte a inguaiare i due fratelli e a trascinarli nei debiti, costringendoli a dover chiedere un prestito a loro zio, un industriale miliardario. Ma il dramma è scritto nel destino, anzi, nel titolo: ai sogni di una vita agiata risponde proprio il sogno di Cassandra, ovvero una profezia di sventura, reificata nella stessa imbarcazione.
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Cloverfield, regia di Matt Reeves |
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Un enorme e orribile mostro attacca New York e sfoga le sue pulsioni distruttive su Manhattan rovinando la festa di un gruppo di giovani ricchi e pieni di speranze per il proprio futuro. L'esercito interviene per salvare il salvabile e spara a raffica, bombarda a tappeto, ecc. ecc. L'azione combinata di esercito e mostro si concentra su palazzi, grattacieli e monumenti simbolo della città. L’apocalisse è vicina.
Detta così il pensiero va alle innumerevoli pellicole che hanno per sfondo una Manhattan presa d'assalto da più o meno improbabili sciagure (da Godzilla a mini-asteroidi) e viene da dire che di un altro disaster movie trito e ritrito se ne poteva fare a meno.
Però c'è qualcosa in più: la filosofia.
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MATRIMONI, di Ramize Erer |
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 Tra il marzo e l’aprile 2007 la Galleria d’arte Mirada, con sede a Ravenna, ha ospitato il Komikazen, festival del “fumetto di realtà”, incentrato su tematiche sociali e politiche; la seconda edizione, dal titolo “La Turchia ride” si è focalizzata sul tema del disegno satirico turco, indagato attraverso la presentazione di strisce e vignette dei maggiori disegnatori del paese, già collaboratori, in patria, della celebre rivista «Le Man».
Il settimanale, quasi completamente a fumetti e con una distribuzione vasta e capillare in tutta la Turchia, oltre a costituire importante strumento di indagine e critica delle contraddizioni politico-sociali del paese, è diventato, ormai da vent’anni a questa parte, un vero e proprio fenomeno di costume e un laboratorio-fucina per giovani talenti. Fondata negli anni ottanta dopo il colpo di Stato, in un clima oppressivo e oscurato dalla cappa della censura, la rivista nasce con chiari intenti satirici, e le penne dei disegnatori diventano ben presto occhi che guardano in modo pungente e dissacrante all’attualità politica e alla quotidianità del singolo cittadino, facendo emergere le profonde contraddizioni del paese, in costante bilico tra tradizione e modernità, ancorato al passato, ma mosso da speranze di crescita ed energie politicamente attive e proiettate sul futuro.
Conoscere la rivista e i suoi protagonisti permette di avvicinarsi al dibattito politico della Turchia in modo assolutamente inedito; quello che potrebbe colpire i lettori italiani è la notevole vicinanza delle vignette agli schemi e ai moduli della nostra satira politica più tradizionale. Alcune battute dei personaggi di «Le man» potrebbero ritrovarsi nelle strisce di Staino, nei balloon di Vauro o di Elle Kappa, a dimostrazione di come paesi che appaiono tanto dissimili dal punto di vista del retroterra culturale possano trovarsi a contatto, conoscersi e indagarsi reciprocamente proprio attraverso l’universo fumettistico. La lettura può quindi essere non solo strumento di approfondimento politico, ma può anche erigersi a percorso di emancipazione, invitandoci ad abbandonare i nostri sguardi “occidentali”, forse troppo spesso chiusi da pregiudizi o velati dal facile luogo comune e a prendere coscienza dei numerosi elementi di vicinanza con un paese che potrebbe continuare ad apparirci, erroneamente, troppo distante.
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| Lunedì, 07 aprile | | · | VIAGGIO NEL SILENZIO, di Vania Lucia Gaito |
| Mercoledì, 19 marzo | | · | ABCdiario, a cura di Loris Righetto |
| Sabato, 15 marzo | | · | PATRIMONIO - UNA STORIA VERA, di Philip Roth |
| Martedì, 19 febbraio | | · | VOGLIAMO ANCHE LE ROSE, di Alina Marazzi |
| Venerdì, 15 febbraio | | · | IL SACRO SEGNO DEI MOSTRI, di Danio Manfredini |
| Sabato, 12 gennaio | | · | LA PROMESSA DELL’ASSASSINO di David Cronenberg |
| Mercoledì, 09 gennaio | | · | NELLA VALLE DI ELAH, di Paul Haggis |
| Domenica, 06 gennaio | | · | MALACARNE presenta: DA LEO, rassegna di cibo, letteratura e musica |
| Mercoledì, 26 dicembre | | · | IRINA PALM di Sam Garbarski |
| Venerdì, 14 dicembre | | · | BADENHEIM 1939, di Aharon Appelfeld |
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