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IL BACIO DEL BRIGANTE, di Franco Limardi
Libri“Non so se potete capirmi, Eccellenza… io non sono bravo con le parole, ma provo a spiegarvi. E’ difficile per me… è difficile perché si tratta di mandare alla galera, o forse a morire, uno che mi ha fatto da padre, un tempo… e dall’altra parte, ci stanno una donna e due bambini che meritano una vita diversa, distante… distante da qui. E’ facile tradire, Eccellenza? Ve lo chiedo senza offesa, s’intende… voi fate quello che dovete, ma a me… a me tocca tradire. Non è un bel peso da portarsi appresso, capite?”. Luciano Fiorilli condensa in poche parole l’essenza dell’intero “Il bacio del brigante”, scritto da Franco Limardi e appena pubblicato da Mondadori: le scelte difficili della vita, che troppo spesso è dura e ci pone di fronte a bivi pericolosi, per cui qualsiasi strada si imbocchi, il rischio è comunque quello di sbagliare.
Articolo scritto da benedetta Lunedì 06 maggio 2013, ore 17:05
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ANNA KARENINA, di Joe Wright
Al cinemaCorrevano gli anni settanta di quasi due secoli fa. Tra il 1873 e il 1877 Lev Nikolàevič Tolstòj, scrittore russo tra i più grandi esponenti del realismo ottocentesco, scrive “Anna Karenina”, uno dei suoi capolavori, dedicato ad un tema mai passato ahimé di moda: l’ipocrisia dei rapporti borghesi. La storia dolorosamente tragica della sua celeberrima eroina ha goduto di grande fortuna anche cinematografica (basti ricodare la Garbo degli anni trenta del ‘900), tanto che nel 2012 il quarantenne regista inglese Joe Wright (1972) ne dirige un’ennesima trasposizione. Dopo le due pellicole tratte sempre da noti romanzi – entrambi britannici se pur lontani cronologicamente, “Orgoglio e pregiudizio” di Jane Austen ed “Espiazione” di Ian McEwan - Wright si cimenta con uno dei mostri sacri della letteratura di tutti i tempi attraverso una coraggiosa versione per il grande schermo, raggiungendo un risultato decisamente appagante per il pubblico.
Articolo scritto da benedetta Martedì 26 febbraio 2013, ore 17:02
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CLOUD ATLAS, di Tom Tykwer, Lara e Andy Wachowski
“Cloud Atlas”, sorprendente film, scritto e diretto a sei mani da Lara Wachowski, Tom Tykwer e Andy Wachwski, ha un magnifico sottotitolo in italiano, “tutto è connesso”, che ben riassume l’essenza stessa di questo vero e proprio dramma epico lungo la bellezza di 172 minuti. La vicenda o meglio le sei vicende attorno a cui è costruita la pellicola corrono avanti e indietro nel tempo, attraverso cinque secoli di storia. Basato sul best seller dello scrittore britannico David Mitchell, Claud Atlas vede i suoi protagonisti nascere e ri-nascere, secondo il principio della reincarnazione, tratteggiando così una sorta di storia dell’animo umano. Le conseguenze delle loro azioni e delle loro scelte si ripercuotono, infatti, le une sulle altre tra passato, presente e futuro: ecco dunque come “tutto è connesso” in un’unica infinita linea temporale, lungo la quale gli errori possono essere corretti, ma possono anche essere perpetuati.
Articolo scritto da benedetta Sabato 26 gennaio 2013, ore 20:01
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L’UCCELLO DEL MALAUGURIO, di Camilla Läckberg
L'Angolo del Giallo“Oltretutto lui non se la sarebbe cavata, là fuori. Lei glielo diceva sempre. Era un uccello del malaugurio”. Ma chi potrebbe essere questo uccello del malaugurio, che parla in prima persona nei frequenti incisi narrativi che intercalano la narrazione della quarta avventura firmata Camilla Läckberg, come di consueto pubblicata da Marisilio? Naturalmente viene dato nome e cognome a questo uccellaccio dalle umane forme, che nella tradizione si vuole appunto portatore di malasorte, solo dopo più di 400 pagine di agile scrittura. Anche se è chiara la volontà dell’autrice di far capire al lettore, ben prima della fine, di chi si tratti. Nel frattempo, prima che il colpevole - o i colpevoli - siano apertamente smascherati, il vicecommissario Patrik Hedström si trova ad indagare su di un incidente automobilistico in cui ha perso la vita in circostanze sicuramente misteriose una donna e a dover fronteggiare lo scompiglio che un reality show crea in un piccolo paese come Fjällbacka.
Articolo scritto da benedetta Lunedì 12 novembre 2012, ore 20:11
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SPECIALE: IL COMANDANTE E LA CICOGNA, di Silvio Soldini
Al cinemaChe il poter osservare a distanza (sopraelevata) il quotidiano tran tran dell’essere umano potesse riservare qualche delusione era facilmente intuibile. Certo la visione dall’alto che ci restituisce Silvio Soldini nel suo ultimo film, “Il Comandante e la Cicogna”, è altamente sconsolante: i pensieri di un padre della patria per eccellenza come Garibaldi immortalato in una monumentale statua equestre mettono a nudo un’Italia degradata e problematica. È in questo scenario desolato e desolante, ma anche ironico e divertente, che Soldini fa muovere i suoi personaggi (interpretati da un cast veramente eccezionale): uno sparuto gruppo di gente più o meno comune, le cui storie finiscono per intrecciarsi e costruire una vicenda amara e leggera al tempo stesso. Il tutto sotto lo sguardo onnipresente delle statue e quello poetico della cicogna Agostina.
Articolo scritto da benedetta Venerdì 09 novembre 2012, ore 09:11
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BATTUTA DI CACCIA, di Jussi Adler-Olsen
L'Angolo del GialloLe battute di caccia prevedono, normalmente, che un gruppo di esseri umani - più spesso di sesso maschile - accompagnati da cani addestrati all’uopo, vadano all’inseguimento di selvaggina, in boschi o foreste, con lo scopo preciso di uccidere e portarsi a casa le bestie morte come trofei. Si sa, però, che la mente umana conosce molte perversioni. E tali perversioni, a volte, portano a disumane varianti sul tema. Come accade ad un gruppetto di amici di vecchia data, esaltati seguaci di “Arancia meccanica”, esponenti di rilievo del jet set danese, con la passione per la caccia. In particolare per la caccia all’uomo.
Articolo scritto da benedetta Giovedì 25 ottobre 2012, ore 20:10
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Locarno65: Tra poliziotti e stripper
Festival del film di LocarnoI primi blockbuster (tendenzialmente lo sono, forse più di “Cowboys & Aliens” di giusto un anno fa... poi si vedrà) che il festival 2012 regala al suo pubblico sono decisamente eterogenei. Solo sulla piazza di Locarno -e qui di mio ci metto un bel “per fortuna” - puoi passare nell'arco di 48 ore da un poliziesco duro, alla tristezza del post-nazismo ai danni della famiglia di un ex gerarca; dalla favola dello scrittore un po' nerd che si inventa la donna della vita, al gruppo di stripper “we're only in it for the money” (cit. Frank Zappa). E se da un lato riesci ad appassionarti alle vicende della piccola comunità di poliziotti sopra le righe dell'unità Sweeney, dall'altro proprio non riesci ad entrare in empatia con i palestrati di Soderbergh, che se son belli, hanno fisici da urlo, abbastanza soldi e le donne che vogliono... letteralmente ai loro piedi, in realtà sono possi e scontati ma anche monotoni e stancanti.
Articolo scritto da alessandro Venerdì 03 agosto 2012, ore 11:08
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EUROPA BLUES, di Arne Dahl
L'Angolo del Giallo Sono due i gruppi che si fronteggiano in “Europa Blues”. Sembrerebbero appartenere a fazioni opposte: da un lato un’unità speciale della polizia svedese che si occupa dei casi più ardui, il celebre Gruppo A; dall’altro uno strano commando costituito da figure scure, magre “vestite completamente di nero, con tute aderenti e cappucci aderenti, come boia”, che vengono addirittura soprannominate Erinni. Sembrerebbe dunque una lotta fra forze del bene e forze del male, dove le prime cercano di scovare e limitare i danni delle seconde. Naturalmente in un poliziesco che si rispetti non si deve assolutamente svelare troppo della trama. Quello che è certo, in questo quarto caso del Gruppo A pubblicato in italiano da Marsilio, è che Arne Dahl si consacra a grande maestro del genere. Così i suoi umanissimi, ma anche “dannati” sbirri dipanano una serie di misteri veramente da brivido, mentre quelle che sono paragonate alle divinità infernali dell’ira e delle vendetta mettono in atto una vera e propria nemesi che rischia di accattivarsi le simpatie del lettore se non fosse che anche per loro il rischio è che “la violenza [possa] diventare un valore in sé e ogni uomo [possa] diventare un nemico, e allora tutti meriterebbero di morire”.
Articolo scritto da benedetta Giovedì 03 maggio 2012, ore 20:05
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DELITTO A STOCCOLMA, di Liza Marklund
L'Angolo del Giallo Nel nostro paese abbiamo commesso il grosso errore di eliminare la malvagità. Ufficialmente, non esiste. La Svezia è uno stato di diritto, la comprensione e la logica ne hanno preso il posto. Ciò ha fatto sì che la malvagità si trasferisse sottoterra e lì, nelle tenebre, si è ambientata benissimo. È cresciuta alimentata dall’invidia e dall’odio represso, diventando impenetrabile e col tempo tanto nera da non vedersi più. Io però la individuavo sempre. Chi ne ha fatto la conoscenza una volta la percepisce a fiuto, dovunque si trovi. In questo caso, il primo che vede protagonista la reporter detective Annika Bengtzon, la malvagità si manifesta in modo molto plateale. La prima vittima, una donna nota e potente, viene letteralmente fatta saltare in aria nello stadio principale di Stoccolma, mentre la città si sta preprando a celebrare, di lì a pochi mesi, le Olimpiadi. Pochi giorni dopo una seconda bomba viene fatta scoppiare in un impianto secondario facendo a pezzi un uomo impegnato nei lavori di ristrutturazione. La Bengtzon, appena promossa caposervizio della nera nel quotidiano “Stampa della sera”, si butta a capofitto nel lavoro, dimostrando un formidabile intuito e facendo indagini personali che la conducono alla soluzione, non senza però un pesante scotto da pagare.
Articolo scritto da benedetta Giovedì 03 maggio 2012, ore 20:05
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THE RAVEN, di James McTeigue
Al cinema Nel 1849 Edgar Allan Poe vive a Baltimora in pessime condizioni economiche, elemosinando bevute nelle locande e qualche angolo nei giornali locali per pubblicare le sue poesie. Unica luce della sua esistenza è Emily, la giovane e ricca figlia di un militare in pensione, che lo scrittore è intenzionato a sposare contro il fermo volere del padre. Una notte, la polizia ritrova il cadavere di due donne, una madre e una figlia, in un appartamento chiuso dall'interno senza possibili vie di fuga. L'ispettore Emmett Fields riconosce nella scena dell'omicidio gli stessi dettagli narrati da Poe nel racconto I delitti della Rue Morgue e decide di coinvolgerlo nelle indagini. Lo scrittore diviene così suo malgrado l'unica persona in grado di interpretare gli indizi lasciat! i sul luogo dall'estimatore assassino.
Con John Cusack, Luke Evans, Alice Eve, Brendan Gleeson, Oliver Jackson-Cohen.
Articolo scritto da alessandro Martedì 17 aprile 2012, ore 21:04
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